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(S)Bilancio di genere di fine anno in Europa

Bilancio – o forse sarebbe meglio dire sbilancio – di genere di fine anno, a livello europeo. In base agli ultimi dati del database sulla presenza di uomini e donne in posizioni decisionali dell'Unione europea (The database on women and men in decision-making) infatti a livello politico, ma anche nel settore privato e in quello della pubblica amministrazione la presenza di donne resta ancora un fatto marginale. "Le recenti elezioni in Germania, Portogallo e Grecia – si legge nel rapporto – hanno avuto un impatto ridotto sul riequilibrio di genere. Nella camera bassa del parlamento tedesco (Bundestag) solo un membri su tre (il 33%) è una donna, una percentuale ancora più ridotta negli altri due Stati (30 e 17% rispettivamente)". Anche se alla guida del Paese teutonico c'è una donna questa resta una rarità quasi unica, eccetto la Croazia e l'Islanda. Ma anche nel business le cose non vanno meglio: non c'è in nessuno Stato europeo un governatore della banca centrale donna  e solo in tre Paesi – Ungheria (33%), Svezia (41%) e Serbia (85) – i Cda delle principali società hanno almeno un rappresentante su tre di genere femminile. Per non parlare delle Presidenti di società e gruppi: meno del 3% del totale su base europea,  una percentuale che migliora solo di poco se si analizzano i direttori esecutivi dei Cda (11%). Anche i Paesi nordici in questo seppur migliori della media difettano ancora: in Svezia (27%) e Finlandia (24%) sono appena un quarto, solo la Norvegia si distingue, ma lo ha fatto su base "forzosa" con la legge che impone una rappresentanza femminile del 40%. E nella Pa? Non va meglio neanche lì: battute 32 contro 68% di presenze. Unica consolazione: nel 2010 non puo' che migliorare. Forse. Buon anno a tutte! Questo il link al report