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Solo l’11% dei dipendenti italiani è motivato in azienda

Solo l'11% dei lavoratori italiani – contro una media internazionale del 21% – si sente motivato dall'azienda. La grande maggioranza dei dipendenti – 49% è moderatamente o completamente demotivato – chiede invece al senior management più trasparenza e apertura in cambio di maggiore “engagement”, ovvero impegno e motivazione sul lavoro. I dipendenti infatti non credono che le aziende facciano abbastanza per incoraggiarli a fornire un valido contributo al successo dell'impresa. E’ questo il principale risultato dello studio globale di Towers Perrin, il Global Workforce Study, il più ampio nel suo genere, che ha preso in esame un campione di quasi 90.000 intervistati, i quali lavorano per grandi e medie aziende in 18 paesi.
Il risultato italiano è in assoluto il più basso sia rispetto al resto d'Europa sia rispetto ai dati internazionali, che dimostrano come il 21% dei lavoratori sia "engaged". La causa: il management italiano non comunica sufficientemente con i dipendenti in modo diretto e senza intermediari. Il 22% dei lavoratori, infatti, denuncia la mancanza di apertura e trasparenza. Occorre, tuttavia, considerare la tendenza culturale italiana alla lamentela.

Lo scarso engagement genera un impulso aspirazionale al cambiamento d'azienda. Il 58% dei lavoratori italiani aspira a cambiare posto di lavoro, ma non lo fa attivamente; solo il 16% cerca un altro lavoro o pianifica di lasciare l'attuale lavoro; il 21% non mostra alcuna intenzione di cambiarlo. Questo significa che in Italia i livelli di turnover sono ancora bassi. Questo il link per leggere l'intera ricerca