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Svolta francese sulle quote rosa

Oggi sul Sole 24 Ore, a pagina 36 vi segnalo un pezzo del collega Attilio Geroni sulla proposta di legge francese per destinare alle donne il 40% dei posti nei consigli di amministrazione. L’iniziativa è della gollista Marie-Jo Zimmermann. Ne abbiamo già parlato diverse volte, l’ultima prima di Natale quando la proposta di legge Golfo sul riequilibrio della presenza di genere nei consigli d’amministrazione delle società quotate in borsa è arrivata in commissione Finanze alla Camera. “Sono molto soddisfatta – ha affermato l’onorevole Lella Golfo – finalmente il Parlamento, dopo molti anni, comincia seriamente ad affrontare il tema della partecipazione femminile ai vertici della società italiana”. E la domanda è ancora una volta: giusto correttivo o discriminazione all’inverso? Sembra propendere per questa seconda tesi il trafiletto (sempre a pagina 36) che sottolinea  come in Norvegia – dove la legge che impone piena parità di genere (50%) nell’amministrazione degli studenti all’Università – le facoltà ad “alta densità femminile” subiscano di fatto una discriminazione in senso inverso. Un’interessante provocazione della collega Monica D’Ascenzo che conclude il pezzo con la frase: “Che alla fine sia meglio la meritocrazia”? Ma allora perché se lo donne sono più numerose, hanno titoli di studi più alti e si laureano più velocemente – anche in Italia – la meritocrazia non ingrana?

  • giovanni |

    perchè nella vita serve carattere, a scuola basta obbedire e studiare.

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