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L’omologo della L 53/2000 in Svizzera

Inoltro della richiesta online, stanziamento in tre rate – la maggior parte subito, la rimanente a fine progetto del 20% – e obbligo di un report quantitativo oltre che qualitativo su snodi, benefici e criticità delle misure. Sono questi i punti cardine della legge che in Svizzera finanzia le politiche attive per la conciliazione all’interno delle aziende. Nel 2009, i fondi stanziati sono ammontati a 4,1 milioni di franchi – circa 3 milioni di euro – ovvero circa la metà di quelli della nostra L53/2000 (art.9) ma la Svizzera è circa un decimo dell’Italia a livello demografico (7 contro 60 milioni di abitanti). Ma soprattutto l’accesso ai fondi è senza finestre temporali, si può fare online –l’ufficio federale per l’uguaglianza mette comunque a disposizione due consulenti in ogni cantone -  e garantisce un versamento entro pochi mesi e in sole tre rate. Mentre si discute qui da noi del rifinanziamento dell’art.9 della L 53/2000 è interessante analizzare cosa si fa all’estero. Anche sotto un altro punto di vista: la bozza in Italia prevede di eliminare che il 50% dei fondi vada alle pmi – che invece sono un portante della nostra economia e allo stesso tempo hanno più difficoltà nel gestire il personale, numericamente inferiore – mentre in Svizzera (tutto è relativo) le aziende con più di 500 dipendenti ricevono un contributo pari solo alla metà del valore del progetto. Questo il fac-simile per la domanda, con tutti i criteri: Scarica L 53 2000 svizzera e questo il sito dell'ufficio federale per l'uguaglianza