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Telelavoro: +3% produttività, 5300w risparmiati

Un prezioso bilancio economico del telelavoro, che l’’azienda americana Sun Microsystems conosce bene, visto che 18mila dipendenti sono dall’altra part del filo. A casa un dipendente utilizza in media per lavorare 64 watt, contro i 130 usati in ufficio; il fenomeno del “pendolarismo” è responsabile del 98% della produzione di CO2 di ogni singolo dipendente. Lavorare invece da casa 2 giorni e mezzo la settimana fa risparmiare 2 settimane e mezzo di tempo normalmente utilizzato solo nel tragitto lavorativo. Le stesse ore di lavoro, svolte però da casa, portano ad un risparmio di circa 5400 kilowatt/h all’anno, senza contare l’aumento della produttività di circa il 3% annuo, con una riduzione significativa delle assenze (giorni non lavorati) per malattia. E dei costi, per la società, legati all’affitto e alla manutenzione degli uffici. È evidente che l’utilizzo del telelavoro potrebbe comportare enormi risparmi monetari, ma anche energetici a tutti. Quello di Sun Microsystem è solo uno degli esempi che lo provano, molti altri sono contenuti nella ricerca: “ Is Teleworking Sustainable?-An Analysis of its Economic, Environmental and Social Impacts” pubblicata dal progetto Sustel. Un progetto biennale (2002-completato nel 2005, ma ancora di estrema attualità). finanziato dalla Commissione europea che ha coinvolto diverse realtà: Avanzi (Italia), BT (Uk), Danish Technological Institute (Dti), Empirica (Germania), Telewerk Forum (Olanda), University of Bradford (Uk). Con risultati molto simili, e positivi. Questa la ricerca: Scarica Telework e Questo il link al sito ufficiale di Sustel