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Istat: -22 punti % di occupazione con 3 figli

"Il divario occupazionale cresce all’aumentare del numero dei figli, superando i 14 punti percentuali nel caso delle madri con due figli (69,2% e 54,8% rispettivamente nell’Ue27 e in Italia). Nel caso della presenza dei figli, e della connessa più ampia esigenza di conciliazione tra lavoro e famiglia, il tasso di occupazione risulta, in Italia, decisamente più basso rispetto a quello degli altri principali paesi europei. Solamente con la Spagna il differenziale tra i tassi di occupazione, pur sfavorevole all’Italia, si mantiene contenuto.   Inoltre, mentre in Francia le differenze tra tassi di occupazione delle donne senza figli, con 1 figlio e con 2 figli sono limitate, e lo scarto si evidenzia a partire dal terzo figlio, la distanza in Italia tra tasso di occupazione delle donne senza figli e quelle con 1 figlio è di 4,5 punti, con 2 figli è di circa 10 punti, con 3 figli o più è addirittura di circa 22 punti". A ribadirlo è l'Istat – nell'audizione di ieri del  Direttore Centrale per le indagini su condizioni e qualità della vita, Linda Laura Sabbadini – consultato sui tre disegni di legge depositati in Senato in materia di occupazione femminile (disegno n° 784 "Misure urgenti a sostegno della partecipazione delle donne alla vita economica e sociale nonché deleghe al Governo in materia di tutela della maternità delle lavoratrici autonome e di rispetto della parità di genere"; disegno n° 1405 "Misure urgenti volte a favorire l’integrazione della donna nel mercato del lavoro " e disegno n° 1718 "Modifiche all’articolo 1, comma 40, della legge 8 agosto 1995, n. 335, in materia di interventi a favore della donna lavoratrice").  Questo il parere dell'Istat: Scarica Istat audizione

Se da un lato è un segnale positivo che ci siano attenzione e volontà di agire sul tema, spiace che le iniziative siano così frammentate e non rappresentino un unico testo omogeneo. In ogni caso, questo parere dell'Istat è un documento prezioso che inquadra il – drammatico – problema dell'occupazione femminile e ancora di più delle madri in Italia. Da leggere attentamente, e mediare. Qui trovate l'allegato statistico con tutti i numeri dell'occupazione femminile in Italia: Scarica Istat allegato statistico

  • angelo Alberti |

    Le statistiche non fanno una piega ,se si considera il diverso tipo di lavoro, e il diverso numero di ore lavorate, ma non si fa menzione alla differenza di paga tra uomo e donna facenti lo stesso tipo di lavoro ,le stesse responsabilità e le stesse ore !
    Quello che viene propagandato dai media e con rispetto anche dagli slogan di alcune esponenti più agguerrite della rete delle pari opportunità ,non è la differenza occupazionale tra uomini e donne ,bensì :
    “le donne a parità di lavoro ,responsabilità e ore lavorate sono pagate meno degli uomini!!”
    I dati presentati confermano le mie idee , non esistono discriminazioni di paga, ma occupazioni diverse.
    Se poi questa diversità di occupazione legata a fatti di scelta, di attitudine , di preddisposizione e anche di diversa natura in senso biologico(purtroppo o meno male a seconda dei punti di vista!) tra maschi e femmine, viene vista e vissuta come oppressione del maschio sulla femmina, permettetemi di dire che è solo una Vostra opinione fortemente discutibile e facilmente contestabile.
    La costituzione prevede la parità tra uomo e donna e non mi risulta che al momento esistono leggi che favoriscono gli uomini.
    Angelo Alberti

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