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La scuola chiude, l’ufficio no

Quanti di voi si stanno confrontando in questi giorni con il calendario scolastico? Una settimana di ferie per carnevale adesso, poi una per Pasqua e naturalmente i tre mesi estivi. Veri e propri "buchi neri" sull'agenda di genitori che lavorano, e che devono giocare a tetris per gestire il tempo libero dei propri figli. Tanto: 90 giorni, secondo i calcoli dei direttori del personale di diverse aziende, in occasione del premio FamigliaLavoro. Che – bontà loro, quando è possibile – suppliscono con iniziative meritevoli come "bambini in azienda", campus vicino alla sede, e altre iniziative. Ma per tutti gli altri? Si va dai corsi nelle classi estive – che non sono quasi mai nella propria scuola di appartenenza, e quindi costringono a maratone sotto il sol leone – agli "slot" nonni, che vengono precettati tata-muniti e inviati al mare o in montagna. Insomma, è una vita difficile. Mi stupisce però che proprio in un periodo di riforme scolastiche forti non si pensi anche a ridefinire il calendario ferie, che attualmente è tutto fuorché family- friendly ed è un forte deterrente per le mamme che lavorano.

  • sonia del medico |

    Qui non si tratta di farsi carico: qui si tratta che l’Italia ha ancora una scuola a misura di anni ’50. Il tempo è passato, la società è mutata, grazie al cielo. Le donne lavorano per necessità e per realizzazione. Chi e quando ci si fa carico di attuare delle riforme a sostegno delle famiglie? Vogliamo continuare a portare in giro i figli come pacchi creando dei “mostri” o ci assumiamo finalmente la responsabilità sociale della famiglia?

  • acasadiclara |

    la scuola di mio figlio chiude solo due giorni, ma la scuola dove insegna mio marito neanche uno. come il mio ufficio d’altra parte. e come il nido.
    quindi siamo qui.
    nella grandecittàdenord mentre gli altri sono in vacanza. devo ammettere, ci siamo già andati noi in montagna, nelle vacanze di natale (ma avevamo due settimane di ferie e tempo e soldi per andarci).
    e – speriamo – sarà così anche nei prossimi anni.
    comunque a giugno quando finisce la scuola siamo daccapo. i nonni non intendono portare in vacanza i nostri figli (non ci vanno neppure senza nipoti a dire il vero) e si offendono se gli affianchiamo una baby sitter. quindi nido estivo, oratorio estivo, campus del comune al museo o all’acquario, un po’ di montagna con il papà (e allora sì che viene anche la nonna), un po’ di lago con il papà (e allora sì che compaiono anche gli altri due nonni) e poi finalmente le mie ferie e le vacanze “vere”.
    a fine agosto e prima dell’inizio delle scuole ancora oratorio estivo o di nuovo campus del comune. checivuoifà? e tante grazie che il papà fa il prof e la sua scuola chiude più o meno come quelle dei due piccoletti. altrimenti sarebbe un vero dramma. invece è un dramma solo a metà. e per l’altra metà ce la caviamo…..
    comunque una fatica…..

  • diana |

    Commento di un collega una volta che si parlava degli orari scolastici: “la scuola deve fare la scuola, non la baby sitter. Se una donna vuole lavorare, allora ha i soldi per pagarsi la tata”
    😮
    Mia risposta: continua così e rimarrai “zitello” a vita (il collega ha già superato i 40 anni)…
    A parte le battute: è vero che la scuola non può farsi carico di troppe funzioni che non le competono, ma se pensiamo che i figli (io non ne ho) siano il futuro della società tutta, forse un approccio sistemico, come si usa dire, sarebbe più efficace. E, per quanto mi riguarda, il discorso vale anche per anziani e disabili.

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