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200 milioni per il welfare famigliare dall’età pensionabile più alta

L’innalzamento dell’età per la pensione di vecchiaia delle donne che lavorano nella Pubblica Amministrazione “non serve a fare cassa: i risparmi sono zero nel 2010 e 2011, 50 milioni nel 2012, 150 milioni nel 2013″. Lo ha precisato il ministro per la P.A. Renato Brunetta, nella conferenza stampa al termine del Cdm che ha approvato la disposizione che porta l’età pensionabile a 65 anni già dal 2012.I pochi risparmi generati dalla misura, ha precisato Brunetta, confluiranno nel “Fondo strategico presso la Presidenza con particolari finalità di welfare familiare: asili nido, non autosufficienza, e anche politiche di conciliazione, come chiesto dalla collega Carfagna”.

Se a questo si aggionge che il Senato ha già approvato il Collegato Lavoro alla manovra finanziaria così come definito nel Disegno di legge n. 1167–B che prevede – per quanto riguarda l'occupazione femminile – di tradure entro 36 mesi in decreti legislativi misure operative per la flessibilità, gli sgravi contributivi per occupazione femminile e part-time, articolo 9, potenziamento servizi di cura, allora forse qualcosa vuol dire che incomincia a muoversi. Pur che no restino meritevoli dichiarazioni di intenti, ma senza applicazione.

  • fulvia |

    UN GOVERNO CHE NON SAPPIA PRENDERSI CURA DEI GIOVANI E DELLA DONNE
    è UN VERGOGNOSO GOVERNO SENZA UOMINI (ABBIAMO UN’ACCOZZAGLIA DI VECCHI CHE TRA L’ALTRO PRETENDONO DI SVECCHIARE UNA cOSTITUZIONE PIù GIOVANE DI LORO), COME SEMPRE COMUNQUE , SE SI FARà QUALCOSA IN
    SUPPORTO ALLE DONNE ,CE LA DOVREMMO PAGARE NOI.

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