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Premier papa’

Naturalmente succede all'estero, precisamente oltre Manica. Alla faccia di tutte le colleghe ministre che, diventate madri, hanno esasperato l’efficientismo e sono rientrate al lavoro a pochi giorni dal parto,  il premier britannico David Cameron diventato papà ha annunciato che prenderà “qualche settimana” di congedo per "cambiare pannolini e aiutare la moglie". Da noi il congedo facoltativo – anche se dal 2000 si chiama "parentale" – rimane appannaggio quasi esclusivo delle mamme: solo il 4% dei neo papà lo chiede. Per coinvolgere maggiormente il partner e favorire un maggior coinvolgimento – ma anche una maggior condivisione di compiti e responsabilità – anche in Italia è allo studio una legge per introdurre un periodo obbligatorio di paternità. A proporlo la deputata Alessia Mosca (Pd), che ha raccolto consensi bipartisan: quattro giorni si dirà non sono nulla, ma sono comunque un primo importante passo per un cambiamento culturale. E per non citare sempre i Paesi nordici, anche in Portogallo l'introduzione dei tre giorni di paternità è stato "sdoganato" ed è oggi molto apprezzato (il 20% degli uomini ne usufruisce). Se le donne per avere successo spesso replicano modelli prettamente maschili – come non ricordare Rachida Dati in Francia e la nostra Maria Stella Gelmini, in ufficio a pochi giorni dal parto – molti uomini di spicco in politica e importanti manager riscoprono invece la paternità. Almeno all'estero.