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Travestirsi da uomini per “farcela”

Accade in Afghanistan. Il racconto è del NYTimes di ieri (questo il link):  in quel Paese le mamme – anche quel istruite ed emancipate come Azita Rafaat, che è membro del parlamento – hanno l'abitudine di vestire le figlie come se fossero maschi. Dietro questa incredibile consuetudine, esigenze di tipo economico ma sopratutto un forte condizionamento socio-culturale: lì è ancora attuale la nostra frase "chi dice donna dice danno" e non riuscire ad avere un figlio maschio è quasi un peccato, da espiare. Incredibile, si dirà. Ma siamo sicuri che anche da noi, in modi diversi, non succeda ancora qualcosa di simile? Quante donne per avere successo si sono "mascolinizzate", diventando dure, negando la propria femminilità, facendo "le ore piccole" in ufficio solo per replicare un modello professionale di stampo maschile? Io le chiamo "le uome", donne che odiano le donne e non si accorgono che così facendo stanno vincendo una partita professionale, ma perdendo la propria identità. A Milano io ne vedo molte.

  • Franco 1° |

    Tristemente vero. Al di là della situazione afghana,che andrebbe analizzata con criteri ben diversi da ciò che accade nel cosiddetto mondo occidentale,la “mascolinizzazione” delle donne e la “femminilizzazione” degli uomini è un tratto ormai caratteristico ed irreversibile della nostra cultura. I motivi,secondo me,discendono sostanzialmente dal venire meno di tabù pseudo morali che nei secoli ci sono stati inculcati a forza dal potere di volta in volta imperante. Certo, nel lontano passato la capacità fisica,di braccia intendo,era una discriminante molto più evidente rispetto ai nostri tempi,ma non è soltanto questo. Le donne si sono evolute molto più degli uomini,ripetendo però gli stessi errori,spesso amplificandoli.Oggi,mascolinizzarsi o femminilizzarsi,spesso significa soltanto adattarsi alle situazioni, per poter cogliere delle opportunità (specie lavorative)che altrimenti non ti sarebbero concesse. E’ bene,è’ male,è giusto o sbagliato? Non lo sò. Qello che sò è che non mi piace. Vorrei tanto che donne e uomini avessero le stesse chances e che fossero misurati sulla base delle loro reali capacità. Facile da dire, molto meno da fare.

  • Crina |

    L’ambiente professionale penso sia solo un piccolo aspetto della contraddizione del mondo femminile.
    Trovo nel giudizio di una donna verso un’altra donna , talvolta, comportamenti e/o giudizi di stampo maschile.
    Quindi senza generalizzare, forse davanti ad una donna “in carriera” definibile dura so chi ho davanti, è riconoscibile, negli altri casi meno.
    E se il problema fosse diverso?
    Ciao

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