Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Incentivi e sgravi per il lavoro femminile e più soldi per l’art. 9 L53

L'articolo 46 del Collegato lavoro è passato forse inosservato, certo non è stato modificato, ma reca importanti novità per l'occupazione femminile. Il Governo dopo l'approvazione di due giorni fa ha 24 mesi per tradurre una serie di possibili interventi  in misure concrete e speriamo che non finisca un'altra volta in un nulla di fatto.

Vi prego di prendervi la briga di leggerlo (questa è un'estrapolazione fedele – fatta con copia e incolla – dell'articolo 46 del Collegato lavoro (che trovate in versione integrale in allegato). Musica per le nostre orecchie: si va da incentivi e sgravi contributivi per sostenere gli orari flessili, al rifinanziamento e potenziamento dell'art. 9 della L53 che è al momento l'unico finanziamento possibile per le imprese che vogliono introdurre misure di flessibilità del lavoro. Passando per nuove forme di accompagnamento e inserimento al lavoro, dedicate alle donne, e dell'attenzione che devono avere i datori di lavoro riguardo alle questioni di genere. Scarica COLLEGATO LAVORO


Art. 46 §1, c

Il Governo è delegato ad adottare, entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, su pro- posta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali e del Ministro per le pari opportunità (…)  uno o più decreti legislativi finalizzati al riordino della normativa in materia di occupazione femminile, nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi:

a) previsione, nell’ambito dell’esercizio della delega in tema di riordino degli incentivi di cui al comma 30, lettera b), di incentivi e sgravi contributivi mirati a sostenere i regimi di orari flessibili legati alle necessità della conciliazione tra lavoro e vita familiare, nonché a favorire l’au- mento dell’occupazione femminile;
b) revisione della vigente normativa in materia di congedi parentali, con particolare riferimento all’estensione della durata di tali congedi e all’incremento della relativa indennità al fine di incentivarne l’utilizzo;
c) rafforzamento degli istituti previsti dall’articolo 9 della legge 8 marzo 2000, n. 53, con particolare riferimento al la- voro a tempo parziale e al telelavoro;
d) rafforzamento dell’azione dei di- versi livelli di governo e delle diverse amministrazioni competenti, con riferimento ai servizi per l’infanzia e agli anziani non autosufficienti, in funzione di sostegno del- l’esercizio della libertà di scelta da parte delle donne nel campo del lavoro;
e) orientamento dell’intervento legato alla programmazione dei Fondi comuni- tari, a partire dal Fondo sociale europeo (FSE) e dal Programma operativo nazionale (PON), in via prioritaria per l’occupazione femminile, a supporto non solo delle attività formative, ma anche di quelle di accompagnamento e inserimento al lavoro, con destinazione di risorse alla formazione di programmi mirati alle donne per il corso della relativa vita lavorativa;
f) rafforzamento delle garanzie per l’applicazione effettiva della parità di trattamento tra donne e uomini in materia di occupazione e di lavoro;
g) realizzazione, anche ai fini di cui alla lettera e), di sistemi di raccolta ed elaborazione di dati in grado di far emergere e rendere misurabili le discriminazioni di genere anche di tipo retributivo;
h) potenziamento delle azioni intese a favorire lo sviluppo dell’imprenditoria femminile;
i) previsione di azioni e interventi che agevolino l’accesso e il rientro nel mercato del lavoro delle donne, anche attraverso formazione professionale mirata con con- seguente certificazione secondo le nuove strategie dell’Unione europea;
l) definizione degli adempimenti dei datori di lavoro in materia di attenzione al genere ».