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Occupazione e famiglia: le vere novità dai territori

E' in corso, fino a domani, la Conferenza nazionale sulla famiglia. L'impressione, ascoltando ieri le presentazioni istituzionali e passando tra gli stand delle varie realtà locali, è che "chi fa da sè fa per tre". Da un lato cioè il Governo – nonostante il Ministro Sacconi neghi, in maniera anche poco elegante ("I fondi non ci sono?Stronzate") – non ha nè ripensato nè investito nuove risorse nelle politiche a sostegno della famiglia e dell'occupazione femminile: ridotti drasticamente i fondi per la famiglia, bloccato l'art. 9 della Legge 53 (che finanzia le imprese che introducono flessibilità per facilitare la conciliazione), ridimensionato anche il bando della 125 (legge che finanzia progetti per l'occupazione femminile e la conciliazione dei tempi), tolto il budget alle consigliere provinciali di parità (unica figura di garanzia, peraltro poco conosciuta, per le discriminazioni di genere sul luogo di lavoro), che da febbraio non avranno neanche un rimborso spese, questi solo alcuni esempi. Direte: che c'entra questo con la famiglia?  Centra perché esiste una correlazioen positiva tra tasso di occupazione femminile e tasso di natalità, centra perché se una famiglia non è monoreddito ha una stabilità socio-economica maggiore, per esempio. Ma dall'altro pero' girando tra gli stand ci sono tanti comuni o regioni, tante reti territoriali e associazioni che si sono organizzate partendo "dal basso", per cercare risposte serie, concrete ed efficaci.


Come a Parma, che ha introdeotto un sistema di sgravi per le famiglie: maggiore è il peso che il nucleo familiare deve sostenere (dal numero di figli a quello di anziani, disabili o cassintegrati), maggiore è il sistema di detrazioni tributarie con sconti dal 15 al 50% (dal 2011 sarà esteso a tutte le tariffe del comune). Un successo. Da cui è nato il «Network di città per la famiglia» che riunisce 51 Comuni. E poi c'è Roma, che ha appena approvato una serie di sconti per le famiglie numerose. Ma anche a livello regionale non mancano le novità: se la Regione Lombardia ha appena varato un piano d'azione organico (vedi post dei giorni scorsi) il Trentino è da un paio d'anni che lavora sulle alleanze territoriali dei Distretti Famiglia e sul Family Audit, che chiama alla responsabilità le organizzazioni pubbliche e private. "Un governo saggio – ha affermato Giovanardi al momento della firma dell'intesa – deve avere il dovere di assumere le migliori iniziative che sul territorio riguardano le politiche familiari. Siamo stati particolarmente colpiti da questa esperienza del Trentino". Tanto che è stata firmata un'intesa per replicare il modello a livello nazionale, in altre Regioni.

Benissimo che gli stimoli vemgano dal basso, un approccio "bottom up" che dimostra il valore della sussidiarietà. Ma che rischia di creare tanti esperimenti interessanti, tanti "laboratori di idee" che cosi' come nascono poi implodono, per mancanza di fondi e di un approccio organico, strutturato a livello nazionale.

  • Comitato Mamme |

    Buongiorno, siamo un comitato di rappresentanza delle mamme operanti sul territorio di Bollate.
    E’ necessario fare una vera politica di sostegno per la maternità, inserire le quote rosa e renderle obbligatorie (come il modello norvegese e altri paesi). La maternità è un valore aggiunto che le imprese dovrebbero valorizzare, purtroppo quì in Italia siamo ancora molto indietro.
    Comitato Mamme a Bollate

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