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Quote rosa nei Cda o nel management?

Partecipando ieri ad un convegno (vedi ultimo post) sono rimasta piacevolmente colpita dal fatto che su un punto sindacati e aziende nel mondo bancario sembrano concordare: le quote rosa potrebbero essere un correttivo necessario, ma perché siano efficaci dovrebbero applicarsi a tutto il management e non solo ai Cda. Altrimenti – ha spiegato Angelo Carletta, responsabile relazioni industriali e politiche del lavori di Unicredit – si rischia di forzare percorsi di carriera in maniera non organica. Perché se nei principali gruppi bancari le donne sono ormai la metà dei dipendenti, spesso a livello manageriale il rapporto è di 30 a 70 (per gli uomini) e di 10 a 90 nei dirigenti (sempre a vantaggio degli uomini). Si rischia quindi di introdurre dei "balzi in avanti" che – come la storia insegna – di solito sono senza successo, se non pianificati in un percorso organico. Voi che ne pensate? Davvero la sola presenza – magari neanche operativa – nei Cda rappresenta davvero un'opportunità unica per le donne? Io sono personalmente favorevole, è un primo passo ma dovrebbe essere più amplio e la mia paura è che distolga attenzione da temi altrettanto importanti quanto appunto una crescita professionale più completa o la conciliazione.