Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Ne 2011 mamma non rimerà con lavoro

Pari opportunità a parte, la percentuale di aziende intenzionate ad assumere un maggior numero di “mamme lavoratrici” è crollata di un quinto rispetto allo scorso anno.  Nell'annuale ricerca dedicata ad un aspetto dell'occupazione femminile,  questa volta  Regus – gruppo multinazionale di soluzioni per gli spazi di lavoro -  rivela che rispetto a un anno fa, quando il 44% delle aziende prevedeva di assumere più mamme che tornavano a lavorare, solo il 28% intende fare la stessa cosa oggi. Dietro la ritrosia, un vero e proprio blocco culturale legato a eventuali – spesso presunte, sovrastimate e mal interpretate – esigenze di flessibilità.

Lo studio rivela infatti come i datori di lavoro temano che le mamme che lavorano mostrino meno impegno e flessibilità rispetto agli altri dipendenti (37%), abbandonino il lavoro poco dopo la formazione per avere un altro figlio (33%) o abbiano capacità professionali inadeguate (24%).  In Italia in sostanza i datori di lavoro appaiono particolarmente preoccupati per la flessibilità delle madri che lavorano (45%) e per la possibilità che queste possano assentarsi per avere un altro figlio (46%)  e le donne non sono quindi valutate in base a parametri di competenze e merito ma solo in base al "presenziometro" vetusto eppure ancora potente strumento di carriera tutto al maschile.


Dulcis in fundo, due notizie positive. La maggioranza delle aziende ora apprezza molto il valore delle mamme che tornano a lavoro: il 72% ritiene infatti che le aziende che non investono nelle mamme che tornano a lavoro anche in modalità part-time rinunci a una parte significativa e di valore del proprio personale. Inoltre, il 56% crede che le mamme offrano qualità difficili da trovare sul mercato attuale e il 57% dichiara di apprezzare le mamme che tornano a lavorare in quanto offrono esperienza e capacità migliori senza chiedere stipendi troppo alti.  E nelle pmi pare che – forse a dispetto di qualche pregiudizio – ci siano meno pregiudizi e prevalga il senso pratico.