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Le mamme e la crisi dei talenti

Nello studio "Global Talent Risk-seven Responses" – commissional dal World economic forum alla società di consulenza Boson Consulting Group viene chiaramente spiegato come nei prossimi anni ci sarà una vera e propria crisi di talenti, di fronte ad un progressivo invecchiamento della popolazione e ad un mondo del lavoro sempre più dinamico e specializzato. Come fare allora per trovarli, o meglio ancora non disperderli? Tra i consigli anche quello di pianificare in maniera strategica la crescita delle proprie risorse interne e – qui entrano in gioco le mamme – coinvolgere in maniera più significativa persone qualificate e motivate a rientrare  nel mercato del lavoro. Le così dette "re-entering moms" che in america sono una realtà in Italia sono ancora poche. Molte di meno di quante si potrebbe erroneamente credere da numeri utilizzati con leggerezza.


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L'articolo del Corriere di oggi (pagina 47) titola "mamme, il 40% torna in ufficio" ma dimentica di precisare che si tratta del 40% di quel 27,1% – una su tre – che lascia il lavoro dopo la nascita di un figlio, quindi il tasso di reinserimento è infinitamente più basso, se si considera che a fronte di un 85% di mamme che cercano di rientrare, meno della metà (il 40% appunto) ce la fa. Nel dubbio, basta ristamparsi il grafico dell'Ocse sul tasso di occupazione per n° ed età dei figli, dove si vede che – dopo il  fisiologico calo dei primi anni di vita – in Italia  il tasso di occupazione resta piatto, non c'è ripresa.