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Se non ora quando? Ogni giorno

Una grande manifestazione, quella di ieri: molte, tante davvero  le donne scese in piazza  in tutta Italia  a difesa della dignità delle donne. Quando si è capaci di fare "massa critica" e di mettere a fattore comune idee ed energie per me è sempre un segnale positivo. L'unica mia perplessità – per la quale ho deciso di non partecipare – è questa: non è vero che la manifestazione non era di stampo politico, anche se non c'erano bandiere era chiaramente rivolta contro Silvio Berlusconi. E questo mi ha dato un po' fastidio, perché ancora una volta c'è il rischio di essere in qualche modo – noi donne, e il tema delle donne in Italia più in generale – manipolati, di trovare spazio grazie all'ennesimo sponsor di parte. Perché non siamo capaci di scendere in piazza davvero con la nostra testa e con le nostre forze, con alcuni punti ben precisi che non sono CONTRO Silvio Berlusconi (questa,  attenzione, non è una sua difesa) ma PER  le donne? La lista c'è già, potrebbe essere l'unione del lavoro di molte associazioni, movimenti che si muovono in modo serio e concreto su temi che ci toccano tutte. Come l'occupazione femminile.


Qualche esempio?

1) Perché l'Italia non ha un'autorità indipendente per la parità di genere che vigili in modo puntuale sulle discriminazioni, anche nel mercato del lavoro (la prima "battaglia" di Pari o Dispare)?

2) Perché l'art. 9 della legge 53 – che avrebbe in dote diversi milioni di euro per le aziende family friendly – è bloccato da tre anni? 

3) Perché non ci sono dettagli sull'applicazione dell'art. 46 del collegato lavoro che è tutto dedicato all'occupazione femminile? Quali proposte concrete ci sono? Con chi si confronta il Governo per elaborarle e valutarle? 

4) E' stato definito il fondo dove far confluire i soldi risparmiati con l'innalzamento dell'età pensionabile delle donne, che dovrebbero andare a favore delle infrastrutture per le famiglie (asili, mobilità ect..)?

5) I sindacati sono disponibili e in che misura ad una negoziazione di 2° livello nelle aziende che faciliti la flessibilità e  contratti "personalizzati" per rispondere alle esigenze delle donne lavoratrici?

Questa secondo me è la vera  cittadinanza attiva, è far sentire la propria voce  su argomenti concreti che ci toccano tutte, nella dignità di tutti i giorni.

  • Stefano Fugazza |

    Finalmente si riesce ad entrare nel merito dei problemi. Non è facile trovare qualcuno che non sente l’esigenza di schierarsi e ragiona sul da farsi. Complimenti.
    In questi giorni ho letto tanti commenti, anche di autorevoli “genderiste” per cui mi chiedevo:”ma ci è o ci fa?” e siccome competenze e professionalità non sono in discussione, concludevo che “ci fa”.
    Leggittimo e forse doveroso protestare contro “questo” Belusconi, ma almeno abbiano il coraggio di dirlo e di non nascondere le bandiere.

  • Paola |

    brava Anna!
    p

  • Crina |

    Mi piace il titolo “Quando? ogni giorno”
    Sono veramente scocciata, scusa il termine,di sentire parlare dei nostri diritti di donne quando da l’uno o dalla altra parte.
    Se esiste , come di fatto esiste, questo anello debole, nel caso rappresentato dalle donne” per me sta a significare che viene accettata di fondo la regola non scritta del debole e del forte.
    Quindi oggi si parla di donne, ma potremo parlare di altri soggetti che si trovino in una condizione di sfavore rispetto ad altri. Sembriamo dei corvi , ci buttiamo sopra la notizia o l’argomento giudichiamo, sbraitiamo, contestiamo in gruppo ma stranamente NON CAMBIA lo scenario di fondo.
    Siamo individui che sembriamo accettare l’ingiustizia, ci siamo abituati a vivere passando dall’una a l’altra che siamo diventati quasi insensibili al di là delle apparenze che ci vengono, forse anche queste, consentite di manifestare-.
    Basta – basta – basta sono veramente scocciata.Vorrei una nazione fatta di individui che non difendono solo i loro orticelli , vorrei una nazione senza steccati che rinchiudono quando uno o l’altra parte.
    ESISTIAMO
    Scusa lo sfogo-
    Ciao

  • KATIA |

    Questo commento alla grande manifestazione non me l’aspettavo.. sono rimasta delusa, visito questo blog da un paio d’anni e l’ho sempre trovato stimolante per comprendere meglio i gap italiani in tema di pari opportunità.
    Io c’ero alla manifestazione con mia figlia di sette anni, mia madre e mia sorella. Era una esigenza che veniva da dentro, la voglia di non tenere più le mani in tasca ma di fare politica attiva per cambiare le cose. Per far si che l’agenda politica si interessi degli argomenti che hai citato serve far uscire dal parlamento questi indefinibili signori e far entrare donne capaci, competenti e motivate!!

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