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Il part-time in Europa: trappola o trampolino?

"Tipologie di occupazione non standardizzate ed in particolare il part-time sono due fenomeni occupazionali in continua crescita negli ultimi 20 anni in Europa, dove gli accordi sulle modalità e i tempi del lavoro sono parte integrante di una nuova strategia per l'occupazione e la crescita all'interno dell'Unione europea". Molto interessante – perché ci da una prospettiva più amplia rispetto al nostro desolante mercato del lavoro, l'ultimo rapporto di Eurofound "Part time in Europe 2010" da poco pubblicato. Scarica Eurofound part time work in Europe 2010


All'estero infatti il part-time – pur riconoscendo il rischio che possa diventare una trappola, un posto marginale poco qualificante dal punto di vista professionale (la così detta "part time trap") – è uno strumento molto utilizzato, anche in ruoli di middle management e anche dagli uomini. Al momento invece in Italia è poco utilizzato (28% delle donne), spesso è "involontario"  – cioè è un escamotage per pagare meno contributi ma di fatto la persona lavora full time, oppure è l'unico modo per una persona di lavorare, ma non rispecchia la sua scelta che sarebbe per un full time – e non riguarda quasi mai uomini (5%). Anzi, molte donne sono contrarie al part-time proprio perché rischia di marginalizzare le donne, o di istituzionalizzare il loro ruolo e carico di cura ammettendo di fatto che è la donna a dover fare compromessi tra famiglia e lavoro e non l'uomo. Eppure…..Eppure qualcosa al di là di tutto si sta muovendo. Con la crisi la scusa "il part time costa di più" è meno ricorrente in azienda, anzi molte l'hanno concesso per la prima volta, perché sul terrore di creare il precedente ha prevalso invece la consapevolezza molto pratica che una persona al 50 o anche al 60% costa meno di una al 100% e spesso rende uguale, dove il ruolo lo consente. E in periodi di crisi non è poco! Io tifo per il part-time, per la flessibilità intesa in senso lato (banca delle ore, flessibilità oraria settimanale, telelavoro e altro) e positivo,  po' diversa da come viene invece declinata in Italia e che troppo spesso rima con precarietà. E tifo al di là di remore di tipo teorico sulla parità perché se una mamma incomincia ad avere un part-time e sta meglio in ufficio e a casa, siamo già un passo avanti. Dopo un po' verra forse voglia anche al marito di farlo, no?

  • MONICA |

    HO due figlie e DESIDERO da molto tempo il PART TIME!!!!!Ho già fatto domanda, MA LA MIA AZIENDA NON me lo dà…….Alla faccia della crisi….SPERAVO pure io in quella!!!!Un saluto a tutte quelle CHE VORREBBERO IL PART TIME

  • Crina |

    Hai ragione , come al solito ,la cosa giusta sta nel cuore del problema. Quindi buona l’applicazione del part-time legata alla giusta dimensione del lavoro e vita privata pessima quando diventa uno strumento in mano a coloro che vogliano strumentalizzarla da una parte o l’altra.
    Ciao

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