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8 marzo: partiamo dai fatti concreti

Come ogni ricorrenza, anche l'8 marzo rischia di essere riduttivo per affrontare il delicato e complesso tema dell'occupazione femminile. Eppure quest'anno al di là delle solite cifre, parola qualche fatto concreto c'è stato. Senz'altro non è una coincidenza, ma proprio questo mese il Ministro per il Lavoro Maurizio Sacconi ha "spronato" il tavolo nazionale per la conciliazione tra famiglia e lavoro e il 7, alla vigilia della festività, ha annunciato l'accordo tra le parti sociali. Ora si entra nel "vivo" di come tradurre le linee guida concordate – in sostanza una flessibilizzazione dell'orario di lavoro per necessità famigliari – e il tavolo tecnico ha a disposizione 3 mesi di tempo.  Tra le misure previste dall'accordo, ci sono orari flessibili per padri e madri entro i primi tre anni del figlio, con la possibilità di ottenere un part-time, un telelavoro o anche di "spezzare" la facoltativa in modo da avere un part-time di fatto. Tutte opzioni disponibili per carichi di cura famigliari quindi anche per assistere i genitori. E che potrebbero anche essere incentivati con sgravi fiscali.  Anche la Cgil ha espresso la propria soddisfazione, parlando di "passo indietro" da parte del governo. In effetti, il testo presentato l'1 marzo è stato sostanzialmente rivisto grazie all'attiva partecipazione dei rappresentanti delle parti sociali. Ecco questo è un bel modo di festeggiare l'8 marzo: sedersi ad un tavolo con un obiettivo comune e saperlo affrontare in maniera propositiva, nell'interesse di tutte noi.