Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Sussidiarietà e contrattazione decentrata: la “ricetta” lombarda

Questi i due snodi principali della politica della Regione Lombardia  per le famiglie.
Da un lato la sussidiarietà intesa come collaborazione  allo sviluppo territoriale tra istituzioni locali e realtà produttive. Una compartecipazione che è necessaria non solo da un punto di vista economico – visto il progressivo ridursi delle risorse pubbliche – ma anche strategico,  per mettere a fattore comune esigenze e potenzialità di ogni singolo territorio. Parole astratte? No di certo: se dieci aziende sono in una stessa area, possono condividere i propri bisogni e definire – in accordo con la Provincia – un mezzo di trasporto adeguato nelle ore di punta, o un campus estivo per i mesi in cui le scuole sono chiuse, ma non le aziende. In questo senso i  finanziamenti (7 milioni di euro) ottenuti dal ministero delle pari opportunità in attuazione dell'intesa per la conciliazione saranno utilizzati in maniera innovativa (in base alla  DGR 381/2010) per promuovere reti territoriali per la conciliazione, già firmati a Mantova, Monza Brianza e Cremona.

Dall'altro anche la contrattazione di secondo livello, quella interna ad ogni azienda, è stata rilanciata come strumento più vicino alle reali esigenze produttive e quindi molto utile per sviluppare una maggior attenzione verso le famiglie. Quello che già da tempo Gigi Petteni, alla guida della Cisl Lombardia, chiama "federalismo sindacale" oggi è una necessità riconosciuta e condivisa.


L'occasione di parlare di questo tema è stata la riunione il 7 Marzo a Milano del "comitato strategico donna-famiglia-lavoro" di Regione Lombardia. La seduta si è svolta pubblicamente, e nel corso della giornata sono stati anche presentati i risultati della consultazione online sulla conciliazione chiusa nello scorso mese di Gennaio. La consultazione pubblica sulla conciliazione ha dato risultati molto interessanti: hanno risposto 1560 cittadini e 160 tra Enti e imprese, un "campione" significativo di ciò che pensano i cittadini in materia di conciliazione dei tempi famiglia – lavoro.  In base alle risposte date  il tema della flessibilità oraria come strumento di conciliazione tra la vita lavorativa e quella familiare  è il più sentito: il 98,4% dei partecipanti alla consultazione richiede impegno e nuove misure in questo senso. Il dettaglio dei risultati è già disponibile sul sito www.famiglia.regione.lombardia.it.  "Il tema centrale – ha specificato l'assessore all'Istruzione, Formazione e Lavoro, Gianni Rossoni – è la contrattualità aziendale di secondo livello sul piano territoriale: Regione Lombardia può inserirsi nella sfida del welfare contrattuale che, al tempo stesso diventa fattore di competitività per le imprese."