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Il welfare aziendale punta sul work life balance

I dipendenti  non si accontentano più dei classici buoni pasto, ma indicano come benefit utili ed interessanti tutte quelle iniziative  che riguardano i carichi di cura familiare, la semplificazione dei piccoli e grandi impegni della vita quotidiana e il tempo libero. Questa grande richiesta di welfare aziendale è sicuramente sostenuta da una debolezza dell’assistenza pubblica, da un basso potere d’acquisto e dall’indebolirsi della famiglia come ammortizzatore sociale gratuito, tanto più con l'invecchiamento della popolazione e il crescente tasso di occupazione femminile.

E' quanto emerge dall'indagine dell’istituto AstraRicerche condotta per conto di Edenred, intervistando più di 800 lavoratori sui bisogni legati al welfare aziendale e un numero considerevole di manager e imprenditori di circa 400 aziende, chiamati a rispondere sulla propria offerta di welfare aziendale, le potenzialità e gli ostacoli.


Dalla ricerca emerge che le aziende e i lavoratori sono assolutamente d’accordo in particolare su un aspetto: i piani di welfare aziendali sono di grande interesse ma attualmente non sono sufficientemente ampi (il 45% degli imprenditori/dirigenti non è ancora soddisfatto del proprio welfare aziendale) ed andranno sviluppati nei prossimi 2/3 anni (lo afferma il 70% dei manager intervistati). Analizzando il panorama dei servizi attualmente offerti dalle aziende emerge che l’alimentazione la fa da padrona (il 79% del campione offre buoni pasto oppure una mensa interna); seguono i benefit legati alla flessibilità del lavoro come il telelavoro o l’orario ridotto (58%); i servizi legati all’assistenza medica o burocratica (36%), i servizi di conciliazione casa-famiglia (23%), quelli ricreativi e/o culturali (19%), quelli concernenti la mobilità (13%) e quelli riferiti ai servizi domestici (9%).  Servizi molto apprezzati, che l'azienda offre in un'ottica di business per migliorare il clima aziendale (86%) e accrescere la soddisfazione delle risorse umane (55%) incrementandone fedeltà, motivazione e dare quindi anche una spinta alla produttività (51%). Senza dimenticare il valore dei  vantaggi di termine di immagine (50%) e di apprezzamento interno ed esterno sul terreno della corporate social responsibility (CSR).