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C’è anche l’occupazione femminile nella lettera mandata a Bruxelles

Nella lettera inviata dall'Italia all'Unione Europea c'è spazio anche per un (timido) accenno all'occupazione femminile. A un anno dal collegato lavoro (vedi post del 21 ottobre 2010 ) , che ipotizzava l'introduzione di  misure ben più precise e dettagliate per incentiva l'occupazione delle donne, il Governo conferma ufficialmente a Bruxelles questo impegno, come una delle misure per "l' efficientemento del mercato del lavoro". E'  infatti scritto nero su bianco "il Governo si impegna ad approvare entro il 2011 interventi rivolti a favorire l'occupazione giovanile e femminile attraverso la promozione a di contratti di apprendistato contrastando le forme improprie di lavoro dei giovani; b. di rapporti di lavoro a tempo parziale  e di contratti di inserimento delle donne nel mercato del lavoro".
Un impegno generico che però dovrebbe essere tradotto nei prossimi due mesi in misure concrete, non solo auspicabili ma anche economicamente molto efficienti. Infatti un aumento della partecipazione delle donne al mercato del lavoro aumenterebbe il prodotto interno lordo – in base ad autorevoli studi della Banca d'Italia, riproposti e presentati anche lunedì scorso da Francesca Lotti – del 7%. Speriamo che chi scriva nei dettagli queste misure abbia presente il potenziale effetto positivo (lo studio è in allegato) e non esclusa quindi interventi coraggiosi come quelli previsti nel collegato lavoro, dagli  incentivi e sgravi contributivi per sostenere gli orari flessili passando per nuove forme di accompagnamento e inserimento al lavoro dedicate alle donne. Scarica SLIDES LOTTI