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Rendere visibile il proprio talento e valorizzarlo al meglio

Imparare a livello personale a rendere visibile il proprio talento, imparare a livello aziendale a valorizzarlo al meglio. E non confondere la scelta tra modalità diverse di lavoro con la ben più drammatica scelta tra valori presentati come inconciliabili, cioè casa e famiglia.

Molti gli spunti interessanti emersi  dal  5° forum d'impresa  organizzato dal Sole 24 Ore Formazione "Leadership femminile: Politiche e strategie per aumentare la competitività e innovare il sistema Italia" tenutosi due giorni fa a Milano.

Molto vivace e provocatorio l'intervento di Cristina Finocchi Mahne, Consigliere di Amministrazione Gruppo Pms e membro del Comitato Direttivo Fondazione Bellisario. Che – tutta vestita di rosso – ha spiegato come l'empowerment femminile passa per piccoli gesti dal grande peso. Fare netowrking , perché confrontarsi con nuove persone e scambiare contatti è molto utile in ambito lavorativo; avere una "misurata modestia", cioè avere consapevolezza del proprio valore e avere il coraggio di farlo valere; fare sport di squadra, perché aiuta – cosa molto importante per le donne – a stingere alleanze temporanee esviluppare tattiche di gioco a breve termine; infine sviluppare il senso dell'umorismo, che aiuta a sdrammatizzare.

In effetti, quante volte  le donne preferiscono – finito l'orario di lavoro in cui hanno concentrato tutte le loro energie in maniera rapida ed efficiente – andare a casa, sia per interessi personali sia per seguire la famiglia, piuttosto che dilungarsi in ufficio e magari andare a prendere un aperitivo con i colleghi? Comprensibile ma attenzione – ha avvertito anche Janina Kugel, Direttore Risorse Umane Siemens – le vere decisioni non si prendono nelle riunioni ufficiali ma spesso in situazioni informali, come nelle chiacchiere a fine giornata o davanti ad  bicchiere di vino. Al di là che sia giusto o sbagliato, è un dato di fatto quindi ogni tanto vale forse la pena sforzarsi un po', lasciare a casa il marito con i bambini e "farsi vedere" dai capi. Senza però, ha precisato la Kugel, esagerare e replicare modelli di leadership in cui non ci riconosciamo: "quando sono arrivata in Italia, ho suscitato scalpore perché alle 18, avendo due figli a casa, uscivo dall'ufficio e riprendevo a lavorare dopo averli messi a letto".


E se  a livello personale si tratta di sapersi rendersi visibili, a livello aziendale per dare una svolta significativa alla crescita professionale delle donne si tratta di inserire questo tema non tanto in un discroso di pari opportunità ma in un'agenda economica. Per evitare – cosa che in economia è una priorità -  un'allocazione disfunzionale delle risorse, laddove una società non è in grado di far crescere quelle che sono più preparate, motivate ma che si "perdono" nei meandri dell'organizzazione aziendale, per diversi motivi. Spesso non dipendenti dalla loro volontà.  Questo il messaggio, chiaro e forte di Alessandra Perrazzelli, Responsabile Ufficio International Regulatory and Antitrust Affairs di Intesa Sanpaolo, a capo  di Intesa Sanpaolo Eurodesk e Presidente di ValoreD. Che offre invece ai gruppi e alle imprese associate strumenti concreti per un utilizzo più efficiente delle risorse interne.

Di respiro più accademico, ma non meno significativo ì'intervento di Stefano Zamagni, Professore di Economia Politica Università di Bologna: l'epoca tayloristica dell'organizzazione del lavoro è finita e bisogna concentrassi su nuove modalità e strumenti, senza scambiare i mezzi di armonizzazione tra vita privata e professionale con valori, cioè l'aut-aut tra casa e lavoro.  A questo indirizzo i dettagli dell'incontro e a breve i documenti presentati