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Se non ora quando? Infatti sta accadendo…

Ieri grande successo della manifestazione "Se non ora quando"  (questo il sito ufficiale) che ha portato tante donne in piazza per sottolineare il ruolo non solo sociale ma anche economico del'"altra metà del cielo". Appezzo l'attenzione al tema, che ormai è riconosciuto essere di stretta attualità per la crescita del Paese, ma non capisco fino in fondo perché un'altra manifestazione adesso, quando il Governo ha chiaramente manifestato proposte costruttive e concrete sul tema. 

Sul tema del welfare per esempio una delle organizzatrici, la regista Cristina Comencini ha spiegato che la manifestazione vuole essere non "contro" ma "per" , prima di tutto per un welfare più giusto e "un sistema del lavoro che non sia più, come oggi, declinato al maschile". Gli sgravi per l'assunzione e il lavoro delle donne assunte a tempo indeterminato mi sembra un primo, importante passo avanti proposto da Elsa Fornero. Che però – salvo all'attento occhio di un lettore del blog, infuriato per questa discriminazione al contrario – è sfuggito a molte delle donne ieri in piazza. Oltre ai concerti, agli slogan perché non si è parlato anche di questo? Perché non ci si è chiesti se era meglio puntare sull'occupazione di qualità (a tempo indeterminato) o lasciare invece gli sgravi sui contratti di reinserimento, quelli fino a 18 mesi? E a proposito della "democrazia finalmente paritaria, che tenga conto della volontà delle donne di assumere la responsabilità pubblica al 50% nelle aziende, nelle istituzioni e nei partiti", ricordo  che ricevendo i rappresentanti del Forum dei giovani, Elsa Fornero ha notato subito che su sei  delegati neanche una era una donna.  ''Come ministro delle pari opportunità – ha detto in quell'occasione – devo sottolineare che se neanche i giovani hanno la consapevolezza che il contributo delle donne deve essere valorizzato non si va da nessuna parte'' , stigmatizzando poi tale atteggiamento come ''culturalmente sbagliato''. Altro segnale forte e positivo.

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E il più forte, il più innovativo che andrà nel lungo termine a beneficio delle donne e delle famiglie è l'intervento sulle pensioni: lo sapete che in Italia più della metà della spesa sociale complessiva (definita come salute, pensioni, politiche per la famiglie, politiche per la disoccupazione) è destinata alle pensioni? Una cifra che è più del doppio che negli altri Paesi europei, mentre quella per le famiglie è la più bassa in assoluto?