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Le linee-guida della Fornero: condivisione dei carichi di cura e flessibilità organizzativa

Condivisione dei carichi di cura, potenziamento dei servizi e delle infrastrutture dedicate alla conciliazione – per evitare fuoriuscite dal mercato del lavoro delle giovani madri e per incoraggiare le donne disoccupate alla ricerca attiva di lavoro  – e promozione della flessibilità organizzativa. Queste le linee programmatiche del Ministro del Lavoro Elsa Fornero illustrate il 24 gennaio scorso al Senato (Commissione Affari Costituzionali, la mattina) e alla Camera dei Deputati (l'audizione delle Commissioni riunite Affari costituzionali e Lavoro è stata aggiornata e si è conclusa ieri )

Il Ministro ha voluto precisare che  il problema della conciliazione non è solo ed esclusivamente femminile, ma che la cura dei figli e i conseguenti congedi parentali/genitoriali debbano essere condivisi all'interno della coppia. Un concetto confermato poi anche durante la trasmissione Otto e Mezzo della 7 l'altro ieri. D'altronde per il Ministro i concetti di conciliazione e discriminazione sono molto ampli e "debbono essere letti in un’ottica più ampia della semplice prospettiva di genere, illustrando la volontà di perseguire azioni positive che tengano conto dell’intero ciclo della vita delle persone e che, soprattutto, siano in grado di cambiare la cultura stessa della diversità, quale elemento ineludibile dell’eterogeneità del mondo". Ma visto che ci troviamo in Italia, dove non c'è ancora una cultura del work life balance a 360° ,  c'è ancora bisogno di  individuare e condividere una serie di strumenti utili nell'ambito del mercato del lavoro – ha sottolineato il Ministro – per favorire la flessibilità lavoro/famiglia e quindi la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.  Il confronto con le parti sociali nell'ambito del Piano Italia 2020 per l'occupabilità  dovrebbe quindi permettere di individuare procedure e prassi virtuose legate alle relazioni industriali attraverso la sperimentazione di strumenti flessibili per sostenere le donne nel mercato del lavoro. Flessibilità organizzativa quindi come strumento di conciliazione che permette -a  sua volta – efficienza produttiva. 

Insomma, si tratta di affermare progressivamente una mentalità nuova che già da tempo ispira le politiche di altri Paesi europei, per cui la maternità e la paternità non sono ostacoli al lavoro e alla carriera professionale, bensì fatti naturali e normali nella vita delle lavoratrici e dei lavoratori.Idee e spunti molto interessanti che sono parte integrante del vivace confronto tra le parti sociali sulla riforma del mercato del lavoro. Prossimo appuntamento domani.