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Più flessibilità, meno interruzioni

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Due grandi trend nell'organizzazione del lavoro oltre oceano, così come fotografati dal National Study of Employers 2012: più possibilità di flessibilizzare l'orario di lavoro -  nel  77% dei casi, tra le oltre 500 imprese incontrate, contro un 66% del 2005 – ma anche meno possibilità di prendere un periodo di tempo da spendere lontano dall'ufficio: quest'anno solo il 52% delle aziende ha consentito dei career breaks contro un  73% di sette anni fa. Complice la crisi quindi le società preferiscono rispondere in maniera puntuale, nell'organizzazione del lavoro giornaliero alle esigenze di conciliazione di vita e lavoro piuttosto che "spremere" i propri dipendenti e poi concede loro dei periodi di "allontanamento". Una buona notizia – che rientra in quello che chiamo il lato B della crisi – perché permette una maggior continuità nella crescita professionale.
Da leggere, per sprerare che il vento d'oltre oceano arrivi anche qui: Scarica Family and work institute NSE