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Il ruolo delle donne nell’economia italiana

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Un capitolo intero, nella relazione annuale della Banca d'Italia, dedicata alle donne e al loro peso socio-economico nel Paese. Vengono illustrati in maniera chiara e sintetica i divari di genere tutt'ora presenti in Italia: non solo nella partecipazione al mercato del lavoro, ma anche nella retribuzione, nella distribuzione dei carichi di cura, nell'accesso alle posizioni di vertice e nell'accesso – per le imprenditrici – al credito. E vengono spiegate le radici di tali divari, che dipendono da un'istruzione sempre più elevata delle donne ma ancora troppo indirizzata amatorie umanistiche, nonché dalla " diffusione di pregiudizi valoriali non favorevoli alla presenza femminile nell’economia e nella società". Una lucida analisi, e tanto lavoro su noi stesse. Perché, come spiega il rapporto "Siano esse di origine biologica o culturale le differenze attitudinali tra i sessi sono ampiamente documentate. Le donne appaiono caratterizzate da una maggiore avversione al rischio, che si riduce per coloro che rivestono posizioni apicali; da una minore autostima, che si traduce in una più contenuta sopravvalutazione delle proprie capacità; da una più accentuata avversione per i contesti competitivi, che si accompagna – secondo alcune evidenze sperimentali – a una peggiore performance in situazioni fortemente competitive". E quindi dove sono premiati sul mercato del lavoro caratteristiche più diffuse tra gli uomini, sebbene non correlate con quelle rilevanti per il lavoro svolto, si possono generare fenomeni di discriminazione “implicita”, potenzialmente in grado di spiegare sia un più difficile accesso al mercato del lavoro, sia una più lenta progressione in carriera per le donne. Scarica Banca d'Italia rel donne_economia