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Come aumentare la produttività? Le mamme lo sanno

E' un dei temi che più mi appassiona, la relazione produttività e flessibilità. Perché in Italia l'intero sistema delle relazioni industriali e dell'organizzazione del lavoro – come più volte documentato in questo blog da fonti autorevoli (come San Pellegrino , Nestlè ma anche a livello istituzionale Banca d'Italia e Eurostat e autorevoli studi internazionali anche europei )  - è ancora basata sull'antica concezione taylorista del lavoro, che stabilisce procedure operative rigide e una modalità di lavoro a "catena di montaggio" con presidio della postazione. Nel frattempo il mondo è cambiato ma non tutti nel nostro Paese hanno ancora metabolizzato le novità. E così la semplice frase di Monti : "Ci vuole un cambio di mentalità delle parti sociali" ha scatenato un putiferio. Ma chi lavora nel campo della conciliazione dei tempi vita-lavoro è impegnato da tempo a definire un nuovo "patto" tra dipendente e datore di lavoro che sia basato sulla reciproca responsabilità e rispetto e sul raggiungimento degli obiettivi, al posto della mera  presenza  in ufficio. Su base qualitativa quindi e non quantitativa, perché la qualità paga.

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Discorso teorici?  Guardate qui i dati Eurostat sulla produttività del lavoro su base oraria: l'Italia è la maglia nera terza solo dopo Cipro e la Grecia, che in base agli ultimi dati è comunque in ripresa. 

E analizzando il trend in percentuale, si vede come Germania e Svezia siano i Paesi dove la produttività è tornata a crescere anche in periodi di crisi. Come mai? La "ricetta" è stata più volte illustrata: un patto tra le parti sociali basato sulla responsabilizzazione e i risultati. 

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Le tabelle sono estratte dal database di Eurosta, che potete trovare a questo indirizzo (con tutte le specifiche sulle modalità di calcolo)

  • Anna |

    Assolutamente sì ma i dati statistici aggregano a livello generale queste differenze per fornirci uno spaccato dell’attività economica di ogni Paese. E i dati, anch’essi generali, anticipati oggi sul Corriere e pubblicati a breve dal Cnel lo dimostrano: è il sistema produttivo italiano, il modo in cui è organizzato e remunerato il lavoro, il modo in cui è legato ( o no) alle reali esigenze produttive dell’impresa – che essa sia di bottoni o di servizi – che ingessa l’economia italiana.

  • carl |

    Da decenni sotto i ponti sono passati dei veri e propri fiumi di inchiostro e di talks.. D’altronde anche la produttività, o una sua impostazione, è funzione di vari fattori o elementi, e può variare (almeno in parte) da settore a settore e perfino da azienda ad azienda. O no?

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