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Congedo parentale “a ore”

Proposte fondate su dati e ricerche nazionali erano per ora state ignorate, ma per fortuna ora è l'Unione Europea a chiedere un'applicazione più flessibile del congedo di maternità e paternità. Che prevede, tra l'altro la possibilità di frazionare su base oraria – e non più solo giornaliera o mensile – il congedo facoltativo. La direttiva che risale al 2010 (DIRETTIVA 2010/18/UE  dell'8 marzo 2010, vedi allegato) – rimasta fino ad ora lettera morta in Italia, come molte altre  -  recita infatti : "Al fine di promuovere una migliore conciliazione, gli Stati membri e/o le parti sociali prendono le misure  necessarie per garantire ai lavoratori che tornano dal congedo parentale la possibilità di richiedere modifiche  dell'orario lavorativo e/o dell'organizzazione della vita professionale per un periodo determinato". Ed è proprio per allineare in nostro Paese alla normativa europea che il Governo sta studiando  il decreto "salva infrazioni", per chiudere in tutto 21 procedure d'infrazione e 10 Casi Eu pilot.   Scarica DIRETTIVA 2010:18:UE 8 MARZO 2010E così l'Europa ancora una volta porta in Italia quell'innovazione e quel cambiamento che in tema di occupazione femminile è tanto difficile "far passare" a livello politico nazionale. Come sarà poi messa in pratica questa ultima "piccola rivoluzione" ancora non si sa nei dettagli, che sono rimandati alla contrattazione collettiva di settore. Niente di automatico, dunque. Se la bozza si trasformerà in decreto e il decreto diventerà legge, bisognerà comunque attendere i contratti collettivi nazionali.


Fino ad ora il congedo facoltativo (di sei mesi complessivi, retribuiti al 30% per i dipendenti)  del quale potevano beneficiare entrambi i genitori era frazionabile su base mensile, settimanale e giornaliera. Anche se quest'ultima ipotesi è ancora poco conosciuta, laddove applicata ha già permesso a molti genitori – sopratutto mamme – di fare un part-time verticale di fatto, lavorando per esempio 3/4 giorni a settimana con grande soddisfazione di tutte le parti in causa. Della mamma che può seguire meglio i figli, dei diretti interessati ma anche dei datori di lavoro, perché le attività sono state meglio programmate, i tempi morti ridotti e la produttività oraria aumentata. Quest'ulteriore passo, visto che dovrà essere comunque concordato con le parti (nella contrattazione collettiva) e coniugato sulle esigenze produttive non potrà che fare bene a tutti. A meno che non resti vittima dei  giochi di potere tra imprese e sindacati,  che si assumeranno però le loro responsabilità.