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When maternity leave doesn’t mean “out of office”

La maternità non è più un vero e proprio stacco rispetto alla vita professionale, perfino nel periodo fino a poco tempo fa considerato "sacrosanto" dell'obbligatoria. A parte i casi più eclatanti, che hanno aperto un vivace dibattito  anche in questo blog, sempre più spesso le mamme preferiscono continuare a leggere le mail ed essere raggiungibili via telefono mentre sono a casa con il neonato, o addirittura all'ospedale. Per  non sentirsi tagliate fuori, o forse per paura che "chiudere i contatti" per cinque mesi possa isolarle in maniera definitiva, e irrecuperabile, anche dopo la nascita del figlio. In questo articolo - che descrive la situazione oltre oceano – molte società rivelano che a chiedere di non interrompere un filo diretto sono prima di tutto le stesse interessate. Una richiesta che qui in Italia è ancora oggetto di discussione tra le parti – i sindacati in primis – e che sottolinea l'urgenza di ripensare l'applicazione delle norme in materia, finora molto rigida. E  l'importanza di ridefinire in maniera costruttiva i rapporti di lavoro: in diverse società ci sono ormai piani di keep in touch a disposizione su base volontaria e percorsi di carriera non lineari, per non "perdere per strada" le mamme.

Qual'è l'equilibrio giusto tra salvaguardia della maternità e della propria vita professionale? Trovate scandaloso e invadente interagire con l'azienda anche durante l'obbligatoria? Voglio sapere cosa ne pensate!