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Come si rompe il tetto di cristallo?

Eccellenza negli studi o crescita "sul campo", con alcune strategie utili e replicabili ma che in ogni caso richiedono di mettere da parte la famiglia e fornire totale e (quasi) incondizionata dedizione all'azienda. E' questa in estrema sintesi il risultato di un'analisi commissionata dal Governo francese sui fattori chiave di crescita professionale delle donne. Lo studio “Plafond de verre : les déterminants de l’avancement de carrière des cadres féminins” condotto in maniera approfondita su una ventina di manager sottolinea come il tetto di cristallo (i.e. l'insieme di situazioni per le quali l'avanzamento di carriera di una donna viene frenato o impedito a causa del suo genere) si può rompere o si può aggirare, ma alcuni compromessi per "salire" bisogna farli. Avere obiettivi professionali chiari, definire una strategia per raggiungerli, crearsi partner e "sponsor" all'interno dell'azienda, sviluppare un'attitudine propositiva di "problem soling" condividendo idee e spunti e auto-promuoversi. Questi sono  i punti salienti per riuscire ad avere successo, ma c'è anche la disponibilità a "delegare in toto i compiti di genitore e dedicare tutto il proprio tempo all'azienda". Spunti interessanti, anche un po' provocatori sui quali riflettere. Ed era proprio questo l'intento del Governo d'Oltralpe: fotografare il fenomeno per capire se e quale ruolo di facilitatore possono giocare le istituzioni. Da leggere:  Scarica Briser ou contourner le plafond de verre

  • Fedele Razio |

    “delegare in toto i compiti di genitore e dedicare tutto il proprio tempo all’azienda”.
    Tradotto: vendere la propria vita.
    Meglio dare retta a Michael Sandel, filosofo morale di Harvard, e alle tesi del suo libro “Quello che i soldi non possono comprare”.

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